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Come fare un curriculum vitae: la guida completa 2026

Redazione SistemaCV · Aggiornata il

Un buon curriculum sta in una o due pagine. Ha, in quest'ordine: nome e contatti, la professione che cerchi, un profilo di tre righe, le esperienze dalla più recente, la formazione, le competenze e le lingue. Scrivi cose concrete, cosa hai fatto e con quali risultati, togli i dati che non servono e mandalo in PDF.

Prima di scrivere: tre domande

Prima di aprire un file vuoto, rispondi a tre domande. Che lavoro cerchi? Cosa sai fare che serve proprio a quel lavoro? Cosa può verificare chi ti legge, cioè un diploma, un attestato, un'esperienza che qualcuno può confermare?

Le risposte ti dicono cosa mettere in cima e cosa tenere per ultimo. Un CV per un magazziniere e uno per un impiegato amministrativo hanno lo stesso scheletro, ma parole e priorità diverse.

Cosa guarda chi legge il tuo CV

Chi seleziona riceve spesso decine di CV per lo stesso posto e li legge in fretta. Di solito guarda, in quest'ordine: il nome e la professione sotto, l'ultima esperienza, le date (per capire se sei libero e quanto sei rimasto nei posti precedenti), le competenze e gli attestati che l'annuncio chiede. Solo se questi punti lo convincono, legge il resto.

Per questo le informazioni più utili per quel lavoro devono stare nella prima metà della prima pagina. Tutto quello che non aiuta a decidere (dati personali inutili, hobby generici, lavori di vent'anni fa descritti nei dettagli) toglie spazio a ciò che conta.

Se ti candidi online in una grande azienda o tramite un'agenzia, il CV può passare anche da un programma che raccoglie le candidature e cerca parole chiave. Ne parliamo più avanti, nella parte sul modello e sul formato del file.

Le sezioni del curriculum, nell'ordine giusto

Queste sono le sezioni che una persona che seleziona si aspetta di trovare, nell'ordine in cui le cerca. Per ognuna c'è una guida dedicata, se vuoi approfondire.

  1. Intestazione: nome, telefono, email e città. Niente indirizzo completo. Per i dettagli leggi la guida su dati personali e privacy nel CV.
  2. Professione: una riga sotto il nome, con il lavoro che cerchi, per esempio «Magazziniere con patentino del muletto».
  3. Profilo personale: tre righe che dicono chi sei e cosa cerchi. Vedi come scrivere il profilo personale.
  4. Esperienze professionali: dalla più recente alla meno recente.
  5. Formazione: diplomi, corsi, lauree.
  6. Competenze: le cose che sai fare davvero. Vedi le competenze da mettere nel curriculum.
  7. Lingue: con il livello europeo, da A1 a C2, oppure con parole semplici.
  8. Patenti, certificazioni e corsi: patentino del muletto, HACCP, sicurezza sul lavoro, e così via.
  9. Autorizzazione al trattamento dei dati: una riga in fondo. La legge non la rende obbligatoria per i CV inviati spontaneamente, ma molte aziende se la aspettano ancora. Anche qui vedi la guida su dati personali e privacy.
Il CV di Patrizia Bruno, persona inventata, con il modello Essenziale: i numeri da 1 a 9 indicano nome e contatti, professione, profilo, esperienze, formazione, competenze, lingue, certificazioni e autorizzazione al trattamento dei dati.

Nell'immagine vedi il CV di esempio di Patrizia Bruno, impiegata amministrativa. I numeri indicano le sezioni nell'ordine sopra. Non serve che il tuo CV abbia le stesse sezioni: se non hai una patente, non la scrivi.

Come scrivere le esperienze

Ogni esperienza segue lo stesso formato: il ruolo, il nome dell'azienda, la città, il mese e l'anno di inizio e fine. Se hai lavorato per più anni nello stesso posto, puoi raggruppare i ruoli sotto un'unica azienda.

Sotto il titolo scrivi da due a quattro righe su cosa facevi e, se puoi, su cosa hai ottenuto. Parti sempre da un verbo d'azione: «gestito», «organizzato», «ridotto», «seguito», «preparato». Un verbo d'azione fa capire subito che cosa hai fatto tu.

Vediamo un esempio. Patrizia scriveva così:

Mansioni: contabilità

Dopo la revisione è diventato:

Contabilità ordinaria e semplificata per 40 clienti, F24 e scadenze fiscali, con controllo mensile dei pagamenti.

La differenza è che il secondo testo dice quante persone seguiva e quali attività svolgeva. Non ha bisogno di numeri esagerati: anche «ho seguito le scadenze di 40 clienti» è più forte di «contabilità».

Ecco alcuni verbi utili, divisi per tipo di lavoro:

Se un'esperienza è breve, di due o tre mesi, puoi scriverla in una riga sola. Se è stata una stagione o un lavoro estivo, va bene raggrupparla con le altre stagioni.

Formazione: quanto dettaglio

Metti per primo il titolo più alto. Se hai il diploma, non serve scrivere la scuola media. Il voto va scritto solo se è buono e recente: un 85 su 100 di dieci anni fa può anche restare fuori. Se hai frequentato un corso senza completarlo, puoi scriverlo come «corso di inglese, 40 ore» per dire che hai studiato, senza sembrare che hai un titolo.

Per i corsi brevi, come la sicurezza sul lavoro o l'HACCP, scrivi il nome del corso, l'ente e l'anno. Chi legge vuole sapere che il corso esiste e quando l'hai fatto.

Competenze e lingue

Le competenze stanno in un elenco breve, da sei a dieci voci. Metti per prime quelle che chiede l'annuncio, poi quelle che hai in più. Evita le cose ovvie, come «uso di Internet», a meno che il lavoro non richieda proprio quello. Per la guida completa, con esempi per mestiere, leggi le competenze da mettere nel curriculum.

Le lingue si scrivono con il livello europeo, da A1 (base) a C2 (padronanza completa). La lingua madre si indica come «madrelingua». Se non sai dare un livello preciso, scrivi una frase semplice, come «inglese: leggo manuali tecnici e scrivo email di lavoro». Non serve esagerare: chi legge se ne accorge al colloquio.

Questa tabella ti aiuta a scegliere il livello senza un certificato:

LivelloCosa sai fare, in pratica
A1-A2 (base)Capisci e usi frasi semplici: salutare, dare indicazioni, rispondere a domande facili
B1 (intermedio)Te la cavi in viaggio e al lavoro su argomenti che conosci, scrivi email semplici
B2 (intermedio alto)Parli con clienti e colleghi senza troppa fatica, capisci testi di lavoro
C1-C2 (avanzato)Lavori nella lingua: riunioni, documenti, trattative

Se hai un certificato (per esempio Cambridge, DELF, Goethe), scrivilo accanto alla lingua con l'anno.

Quanto deve essere lungo

Se hai poca esperienza, una pagina basta e avanza. Se hai molti anni di lavoro alle spalle, due pagine sono normali. Più di due pagine di solito vuol dire che qualcosa va tagliato, non che hai più cose da dire. Per capire come regolarti, leggi quanto deve essere lungo un CV.

Se il CV sfora di poco la seconda pagina, prima di tagliare controlla gli spazi: a volte bastano meno margini o un'interlinea più stretta. Ma non stringere il testo fino a renderlo illeggibile.

Foto, dati personali e privacy

La foto non è obbligatoria in Italia. In alcuni settori, come il commercio o la ristorazione, è apprezzata. In altri, come l'amministrazione, è spesso superflua. Se la metti, scegli una foto recente, con sfondo neutro e un volto ben visibile. Il consiglio pratico è nella guida su la foto per il curriculum.

Sui dati personali vale la regola della necessità: metti quello che serve per essere chiamato e valutato. Il codice fiscale, lo stato civile e la data di nascita di solito non servono. Per capire quali dati lasciare e come scrivere l'autorizzazione al trattamento dei dati, leggi dati personali e privacy nel CV.

Il modello e il formato del file

Per le candidature online conviene una colonna sola: i programmi che alcune aziende usano per leggere i CV, chiamati ATS, la leggono meglio. Il modello Essenziale è quello più sicuro. Se vuoi capire la differenza tra i modelli, leggi come scegliere il modello di curriculum.

Il formato giusto, nella maggior parte dei casi, è il PDF: si vede uguale su ogni computer e ogni telefono. Il Word serve quando un'azienda lo chiede esplicitamente o quando vuoi modificare il CV più avanti. Per il confronto leggi CV in PDF o in Word.

Casi particolari

Non tutti partono dallo stesso punto. Ecco alcune situazioni che richiedono un approccio diverso:

Esempi per mestiere

Ogni lavoro ha le sue parole e le sue priorità. Qui trovi esempi completi, ognuno con un CV d'esempio creato con SistemaCV:

Gli 8 errori più comuni

  1. Un'email poco seria, tipo «bellezza85@...». Usa il tuo nome e cognome, o una variante semplice.
  2. Errori di battitura. Rileggi ad alta voce, oppure fattelo rileggere da qualcuno.
  3. Un CV di quattro pagine per un lavoro di magazzino. Chi seleziona guarda la prima pagina e poi decide.
  4. Mansioni senza contenuto. «Mansioni: vendita» non dice nulla. Scrivi cosa vendevi e a chi.
  5. La foto delle vacanze, o una foto ritagliata da una gita di gruppo.
  6. Dati inutili: codice fiscale, stato civile, religione.
  7. Date scritte in modi diversi, per esempio «marzo 2020» in un punto e «03/20» in un altro.
  8. Il file Word modificabile mandato a tutti. Chi lo riceve può cambiarlo. Manda il PDF.

Prima di inviarlo

Prima di mandare il CV, controlla questi sei punti:

  1. Il nome e i contatti sono giusti, con un'email e un telefono che leggi ogni giorno.
  2. La professione sotto il nome corrisponde al lavoro che cerchi.
  3. Le esperienze partono dalla più recente, e ogni ruolo ha almeno due righe.
  4. Non ci sono errori di battitura, e le date sono scritte allo stesso modo.
  5. Il file è un PDF con un nome chiaro, per esempio «Cognome_Nome_CV.pdf».
  6. Hai adattato il CV all'annuncio, usando le parole dell'annuncio. Per farlo, leggi come adattare il CV a un annuncio.

Anche la lettera di accompagnamento conta. Se la vuoi scrivere, leggi come scrivere una lettera di presentazione.

Fallo in pochi minuti

Ci sono due modi per partire.

Se hai già un CV, in Word, in PDF, in LibreOffice o anche solo come foto, caricalo su SistemaCV. Il sito legge il testo e ti fa sistemare i punti che non tornano. Il passo per passo è in come usare SistemaCV.

Se non hai nessun file, premi «Compila il CV da zero» sul sito. Il procedimento è lo stesso, parti da una pagina vuota e ti guida sezione per sezione.

Domande frequenti

Curriculum vitae e CV sono la stessa cosa?

Sì. «CV» è la forma abbreviata di «curriculum vitae», che in latino significa più o meno «corso della vita». Nel linguaggio di tutti i giorni si usano tutti e due.

Il curriculum va scritto in prima persona?

Il profilo può essere scritto in prima persona, oppure in forma impersonale. Le esperienze di solito si scrivono senza «io», con verbi all'infinito o al passato, come «gestito», «preparato», «seguito».

Il curriculum va firmato?

In genere no. Se il bando o l'agenzia lo chiede, si può firmare il PDF. Per le candidature online non serve.

Devo mettere la data in fondo al CV?

Non serve. Molte persone la mettono per tradizione, ma chi legge non la cerca. Puoi toglierla.

Quanto tempo ci vuole a fare un CV?

Se parti da un CV già scritto, pochi minuti. Se parti da zero, un paio d'ore, ma poi ti serve una sola volta. Ogni candidatura successiva richiede solo qualche minuto di adattamento.

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